<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>g-localchronicles.eu &#187; Security2.0</title>
	<atom:link href="http://www.g-localchronicles.eu/category/security2-0/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.g-localchronicles.eu</link>
	<description>cronache glocali sociali 2.0</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Sep 2010 14:28:58 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>I pericoli di internet e le soluzioni SmoothWall</title>
		<link>http://www.g-localchronicles.eu/2010/04/07/i-pericoli-di-internet-e-le-soluzioni-smoothwall/</link>
		<comments>http://www.g-localchronicles.eu/2010/04/07/i-pericoli-di-internet-e-le-soluzioni-smoothwall/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 10:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>newsmaker</dc:creator>
				<category><![CDATA[2puntozeropertutti]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Security2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Security 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Secutity IT]]></category>
		<category><![CDATA[SmoothWall]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.g-localchronicles.eu/?p=587</guid>
		<description><![CDATA[ Il Grande Fratello alla rovescia. Già, perché oggi, la spietata analisi della modernità di George Orwell viene capovolta: non è più l’occhio vigile del Leviatano a spiarci, ma siamo noi che, per lavoro, o per semplice voyeurismo, confessiamo tutto alla rete, ad internet. Ecco che l’uso estensivo dei nostri dati che ogni giorno immettiamo sul web e il perfezionamento delle logiche di marketing ci espongono, a nostra insaputa, a grandissimi rischi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di <a href="http://politiche.wordpress.com" target="_blank">Alessio Postiglione</a></em></strong></p>
<p><img class="alignnone" title="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2010/03/30/GetAttachment2--190x130.jpg" src="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2010/03/30/GetAttachment2--190x130.jpg" alt="" width="190" height="130" /> Il Grande Fratello alla rovescia. Già, perché oggi, la spietata analisi della modernità di George Orwell viene capovolta: non è più l’occhio vigile del Leviatano a spiarci, ma siamo noi che, per lavoro, o per semplice voyeurismo, confessiamo tutto alla rete, ad internet. Ecco che l’uso estensivo dei nostri dati che ogni giorno immettiamo sul web e il perfezionamento delle logiche di marketing ci espongono, a nostra insaputa, a grandissimi rischi.</p>
<p>Secondo l’Italian Fraud Barometer, infatti, il 9% dei cittadini italiani è stato vittima del furto di identità elettronica. I dati che disseminiamo sul web sono, infatti, utilizzati dai malintenzionati per intestarci Sim o, più semplicemente, accedere al nostro conto bancario.</p>
<p>Il problema non è semplicemente legato alle nostre attività on line relative ai conti correnti. Certo, i siti delle banche sono sicurissimi. Ma l’escamotage c’è; i pirati informatici, attraverso il phishing &#8211; cioè la pratica attraverso la quale un sito clone della nostra banca ci chiede di immettere i nostri dati per funzioni di manutenzione -, rubano le nostre credenziali. Dobbiamo solo ed esclusivamente accedere ai siti dove carichiamo i dati dal portale principale (magari controllando il ping del sito) e non attraverso link che ci vengono inviati per posta. Ma, i rischi, dicevamo si sono moltiplicati. Perché non siamo più solo noi a maneggiare i nostri dati e ad esserne responsabili. Ma anche le aziende. Quando navighiamo in internet, infatti, degli strumenti chiamati web beacon tracciano la nostra attività on line e ricostruiscono i nostri gusti. Il sistema è utilizzato per il Crm, il custom relationship manager. Le aziende, infatti, non sono più interessate ad una pubblicità indifferenziata, ma vogliono capire chi siamo. In questo modo, ci verranno fatte delle offerte commerciali a seconda che noi si sia professori, avvocati, operai, che si legga la Repubblica o Novella 2000. Pilastro del Crm, ad esempio, sono i social network dove, inconsapevolmente, confessiamo i nostri gusti e i nostri dati. Ecco a che servono tutti quei profili Facebook dove descriviamo la nostra personalità.</p>
<p>Ma c’è un problema. Noi siamo responsabili dei nostri dati in internet: e se cadiamo come delle pere cotte di fronte ad un tentativo di phishing, possiamo solo dannare noi stessi. Ma qualora fossimo vittime di una truffa a causa dei dati che abbiamo dato ad un sito per cercare il lavoro o fare amicizie di chi è la colpa?<br />
Da questo punto di vista il legislatore ci aiuta. Quando rilasciamo i nostri dati, anche ad un sito per conoscere nuovi amici o di e-dating, dobbiamo leggere l’informativa delle aziende e rilasciare il consenso. Ciò non di meno, ai sensi della legge europea sulla privacy, recepita in Italia dal decreto legislativo 196 del 2003, dovrebbero essere le aziende che trattano i nostri dati i responsabili dell’uso che ne fanno. E se un malintenzionato ci truffasse rubando un nostro dato ad un social network, civilmente, è quest’ultimo ad essere responsabile. Purtroppo, fatta la legge trovato l’inganno.</p>
<p>Se spulciate le politiche della privacy di molti social network, scoprirete che i loro server si trovano in posti esotici, come le Barbados. In modo da non soggiacere a nessuna legge europea.</p>
<p>Fortunatamente, quello che non può la legge, possono la nostra consapevolezza e degli adeguati strumenti tecnici da utilizzare sui nostri computer.</p>
<p>La <a href="http://www.smoothwall.it" target="_blank">SmoothWall</a>, ad esempio, distribuita in Italia da<a href="http://www.k4dot.com/" target="_blank"> K4dot Srl</a>, ha messo a punto una serie di strumenti pensati apposta per garantirci la sicurezza sul web. Con un occhio particolare alle piccole aziende o alle pubbliche amministrazioni che, non potendosi trasferire alle Barbados, hanno bisogno di essere messe al riparo dal rischio di essere chiamate a rispondere dei danni patrimoniali conseguenti allo smarrimento di dati relativi ai propri clienti, fornitori o semplici cittadini.</p>
<p><a href="http://www.smoothwall.it" target="_blank">SmoothWall</a><strong> </strong> ha lanciato prodotti atti a soddisfare le più diverse utenze. Dallo <a href="http://www.smoothwall.it/prodotti/smoothguardian/index.php" target="_blank">School Guardian</a>, pensato per le reti scolastiche<strong>, </strong>alle grosse reti private virtuali (come le <a href="http://www.k4dot.com/thegreenbow.php" target="_blank">V.P.N.</a> – <em>virtual private network)</em>; allo Smooth Guardian, che è un sistema<strong> </strong>di<strong> </strong><a href="http://www.smoothwall.it/prodotti/famiglia/websecurity.php" target="_blank">Web Content Filtering</a>, cioè di blocco dei contenuti indesiderati, che può essere utilizzato, ad esempio, anche dai genitori per proteggere i bambini dalla pornografia, agli antimalware e antivirus più tradizionali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.g-localchronicles.eu/2010/04/07/i-pericoli-di-internet-e-le-soluzioni-smoothwall/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La lotta rosa che non si arresta. La rosa che resiste e denuncia.</title>
		<link>http://www.g-localchronicles.eu/2009/11/16/la-lotta-rosa-che-non-si-arresta-la-rosa-che-resiste-e-denuncia/</link>
		<comments>http://www.g-localchronicles.eu/2009/11/16/la-lotta-rosa-che-non-si-arresta-la-rosa-che-resiste-e-denuncia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 00:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>newsmaker</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campaign2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Contributors]]></category>
		<category><![CDATA[Politics2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Security2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web Chronicles]]></category>
		<category><![CDATA[Women2.0]]></category>
		<category><![CDATA[25 novembre 2009]]></category>
		<category><![CDATA[violenza contro le donne]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.g-localchronicles.eu/?p=408</guid>
		<description><![CDATA[Non solo stupro o botte. Anche ricatti sotto forma di prestiti di denaro o di prestazioni a carattere sessuale in cambio di un posto di lavoro o di un voto alto tra i banchi di scuola così come tra quelli delle aule universitarie.
Le false verità, gli inganni, le bugie che suonano come lame che trafiggono la fiducia. Quella tra due amici. Quella di coppia. Quella tra due amanti complici. È anche questa violenza alle e sulle donne. Una discriminazione che viaggia sulla lama sottile della morale personale e dell’onestà intellettuale e che può creare danni psicologici, anche molto grandi, in base alla rispettiva fragilità caratteriale.
La società odierna è più che mai complessa. Su quella italiana gravano ancora vecchi tabù non del tutto superati e una cultura cattolica strumentalizzata e al servizio dei poteri più forti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://farm3.static.flickr.com/2300/2056091130_c64593a531_o.gif"><img alt="http://farm3.static.flickr.com/2300/2056091130_c64593a531_o.gif" src="http://farm3.static.flickr.com/2300/2056091130_c64593a531_o.gif" title="http://farm3.static.flickr.com/2300/2056091130_c64593a531_o.gif" width="450" height="543" /></a><p class="wp-caption-text">http://farm3.static.flickr.com/2300/2056091130_c64593a531_o.gif</p></div>
<p><em><strong>di francesca ferrara</strong></em></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 312px"><a href="http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserImages/Banner/banner-spot-antiviolenza.gif"><img alt="http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserImages/Banner/banner-spot-antiviolenza.gif" src="http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserImages/Banner/banner-spot-antiviolenza.gif" title="http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserImages/Banner/banner-spot-antiviolenza.gif" width="302" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.pariopportunita.gov.it/images/stories/documenti_vari/UserImages/Banner/banner-spot-antiviolenza.gif</p></div> Non solo stupro o botte. Anche ricatti sotto forma di prestiti di denaro o di prestazioni a carattere sessuale in cambio di un posto di lavoro o di un voto alto tra i banchi di scuola così come tra quelli delle aule universitarie.<br />
Le false verità, gli inganni, le bugie che suonano come lame che trafiggono la fiducia. Quella tra due amici. Quella di coppia. Quella tra due amanti complici. È anche questa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_contro_le_donne">violenza</a> alle e sulle donne. Una discriminazione che viaggia sulla lama sottile della morale personale e dell’onestà intellettuale e che può creare danni psicologici, anche molto grandi, in base alla rispettiva fragilità caratteriale.<br />
La società odierna è più che mai complessa. Su quella italiana gravano ancora vecchi tabù non del tutto superati e una cultura cattolica strumentalizzata e al servizio dei poteri più forti. </p>
<p>Oggi non solo violenza sessuale ma anche altro, sostenuto delle volte e facilitato nella sua opera di persecuzione dalla meravigliosa realtà del “2.0” che però mantiene traccia e registra nella cache di Google ogni respiro virtuale. E allora come difendersi da qualche ammiratore troppo insistente o da un ex-partner che non si arrenda all’evidenza di una storia conclusa e di un cuore che non nutre più passione e trasporto per lui? Come difendersi da chi è ossessionato e che usa abilmente gli strumenti tecnologici irrompendo nella privacy di una persona?<br />
Oggi tutto ciò va sotto il nome di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stalking">stalking</a></em>. Secondo  l’<a href="http://www.stalking.it">Osservatorio</a> nazionale dedicato alla problematica &#8211; l &#8216;80% sono di sesso femminile ed il sesso dei persecutori: circa il 70% sono di sesso maschile.</p>
<p>In Italia, il Ministero delle Pari Opportunità ha promosso delle campagne di informazione ad <em>hoc</em> sia contro la violenza <a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1303:campagna-io-dico-no-alla-violenza&#038;catid=55:campagne-di-informazione&#038;Itemid=122">“Io dico NO alla Violenza” </a> , sia per ambiti più specifici come quella rivolta alle <a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1212:campagna-di-informazionerespect-women-respect-the-world&#038;catid=55:campagne-di-informazione&#038;Itemid=122 ">Donne</a> e allo <a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1175:stalking-quando-le-attenzioni-diventano-persecuzione&#038;catid=55:campagne-di-informazione&#038;Itemid=122-">stalking</a>. E, non in ultimo, non bisogna mai dimenticare il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mobbing">mobbing</a>,  i sequestri di persona e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia">pedofilia</a> e che molte bambine e minorenni nel Belpaese ne sono vittime e tra le cui conseguenze non sono rari i casi in cui si registra lo sviluppo della <a  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma"> Sindrome di Stoccolma</a>, situazioni che possono trovare un piccolo riflesso nella prima parte de pensiero di <em>Honorè De Balzac</em>: «Quando le donne ci amano, ci perdonano tutto, persino i nostri crimini. Quando non ci amano, non danno credito a nulla, nemmeno alle nostre virtù». </p>
<p>In rete, con le giuste <em>keywords</em> si può navigare in un mare magnum di informazioni, commenti e siti a tema. Sullo <em>Stalking </em> c’è un <a href="http://solleviamoci.wordpress.com/2009/04/13/stalking-i-rischi-e-le-tutele-un-dramma-per-2-milioni-di-donne/">post </a> che può essere d’aiuto su  <a href="http://solleviamoci.wordpress.com/ ">Solleviamoci</a> &#8211; e sulla pedofilia un punto di riferimento è <a href="http://www.caramellabuona.org/">Caramella Buona</a>.</p>
<p>La violenza in sé è un atto che può manifestarsi sia con azioni dirette e focalizzate, sia con azioni indirette e trasversali. Basti pensare ai divorzi dolorosi, con ripercussioni oltre che economiche soprattutto psicologiche, specialmente se vi è figliolanza, o alle violenze mosse da credi e culti religiosi in talune etnie, come la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione">mutilazione dei genitali </a>o alle guerre civili. E ancora storie di donne che sono costrette ad abortire o, una volta partorito, a dare in adozione la propria creatura.</p>
<p><strong><em>Tutto ciò è violenza.<br />
È crudeltà. È l’aspetto malvagio della misera esistenza umana.</em></strong><br />
<em>Oscar Wilde</em> diceva: «Il fatto è che gli uomini non dovrebbero mai tentare di dettar legge alle donne. Non sanno mai come farlo e, quando lo fanno, dicono sempre cose particolarmente stupide». </p>
<p>E, invece, tante volte, all’interno dei rapporti amorosi, accade l’esatto contrario ed qui che per eccesso di dedizione al rapporto, spesso e volentieri si può entrare in un circolo vizioso psicologico di sottomissione. <em>Oscar Wilde</em> temeva che  «tutte le donne apprezzano la crudeltà, la crudeltà pura, più di qualsiasi altra cosa. I loro istinti sono meravigliosamente primitivi. Le abbiamo emancipate, ma esse rimangono schiave sempre in cerca di un padrone. Amano essere dominate». <em>E invece, no. Non è così!</em> Le donne non amano essere trattate come cita il testo della canzone <a href="http://www.italianissima.net/testi/teorema.htm ">Teorema</a> di Marco Ferrandini che analizza il gioco yo-yò della relazione di coppia. E né, tantomeno, l&#8217;uomo le ha emancipate ma <u>tutto ciò che oggi possiede l&#8217;universo femminile è frutto della sua forza interiore, ideali, determinazione e dimostrazione di avere capacità di gestione sociale superiore a quella del sesso cosiddetto &#8220;forte&#8221;</u>.</p>
<p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3006/3056019791_c122eb4f4b_o.jpg"><img alt="http://farm4.static.flickr.com/3006/3056019791_c122eb4f4b_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3006/3056019791_c122eb4f4b_o.jpg" title="http://farm4.static.flickr.com/3006/3056019791_c122eb4f4b_o.jpg" width="400" height="485" /></a><p class="wp-caption-text">http://farm4.static.flickr.com/3006/3056019791_c122eb4f4b_o.jpg</p></div>
<p>La donna nasce e viene educata, specialmente nel Belpaese, con dei valori dediti alla creazione e devozione della famiglia e del matrimonio e del sacrificio che è intrinseco nell’unione. Non mi sono estranee le storie di donne, amiche di famiglia, che hanno subito per anni le percosse dei loro mariti e non chiesto la separazione perché ricattate e minacciate di morte dagli stessi. Non mi sono estranee le storie di donne che per amore dei figli si sono sacrificate e sono rimaste accanto ad un compagno dimostratosi diverso rispetto a colui che pensavano di aver sposato: arrogante, cinico, disamorato, violento. E tantomeno le storie di amiche vittime di meccanismi d’amore viziosi: sottile violenza psicologica o di donne che per la paura di rimanere sole si accontentano del primo che le fa loro il filo sopportando prepotenze e soprusi. </p>
<p>“Incidenti di percorso” li chiama qualcuno, “capita alle migliore famiglie” commenta qualcun altro… <em>E invece NO!</em> La verità è che queste storie che tanto battono banco, a grandi titoli, sulle prime pagine dei mass media, non dovrebbero esistere ma la Storia di tutti i tempi e del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Femminismo">Movimento femminile </a> ci insegna e racconta ben altri sviluppi nel corso dei secoli, fino a giungere ad oggi, epoca di tempi moderni. Non si tratta di essere estreme femministe ma di rivendicare i propri diritti così come sosteneva <em><a href="http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=2cde">Karl Kraus</a></em>: <strong>«I diritti delle donne sono doveri degli uomini».</strong></p>
<p>Sebbene la speranza sia l’ultima a morire, è una vergogna che  ancora nel 2010 esistano comportamenti che vadano a ledere la dignità dell’essere umano. </p>
<p>Sul sito di <a href="http://www.amnestyusa.org/violence-against-women/page.do?id=1011012">Amnesty International </a> si possono consultare i report e le <a href="http://www.amnesty.org/en/campaigns/stop-violence-against-women">campagne</a> in corso sul tema e la sensibilizzazione che viene fatta anche in nome di chi è prigioniera di uno status psico-mentale tale da non riuscire a denunciare il proprio carnefice.</p>
<p>«Siamo qui per portare avanti la causa delle donne e per portare avanti la causa della democrazia, e rendere assolutamente chiaro che le due sono inseparabili. Non ci può essere vera democrazia fino a che le voci delle donne non saranno ascoltate». È il pensiero di <em>Hillary Clinton</em> che non si discosta da quello della più nota giornalista italiana <em>Lilly Gruber</em>: «Non smettete mai di combattere, perché appena girato l&#8217;angolo c&#8217;è qualcuno che cerca di neutralizzare le conquiste delle donne. Non date mai nulla per scontato. I diritti e la libertà si difendono giorno per giorno». </p>
<p><em>Queste parole suonano come il ritratto di una triste fotografia di tempi tanto evoluti dal punto di vista scientifico e tecnologico e ancora così lontanamente moderni ed emancipati tanto da sembrare ancora brutali e primitivi&#8230;</em></p>
<p><strong>È il mio sentire. È il mio punto di vista. È il mio angolo di osservazione sulla quotidianità di tutti i giorni e sulle sempre accese tematiche di attualità che temo, e tremo al sol pensiero che, per loro natura, non tramonteranno mai perchè il &#8220;male&#8221;, così come lo conosciamo in tutte le sue manifestazioni, fa parte della natura umana; ma nel mio piccolo, sarò impegnata a sostenere qualsiasi forma di lotta <a href="http://www.controviolenzadonne.org/">contro</a> manifestazioni disumane degli uomini, figli delle donne ma che, spesso e volentieri, vanno contro chi gli ha dato loro la vita e distruggono quella culla d&#8217;amore che ha generato il loro primo pulsare e respiro placentare e vagito di saluto al mondo.</strong></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3321/3229766424_8c25b00966_o.gif"><img alt="http://farm4.static.flickr.com/3321/3229766424_8c25b00966_o.gif" src="http://farm4.static.flickr.com/3321/3229766424_8c25b00966_o.gif" title="http://farm4.static.flickr.com/3321/3229766424_8c25b00966_o.gif" width="400" height="992" /></a><p class="wp-caption-text">http://farm4.static.flickr.com/3321/3229766424_8c25b00966_o.gif</p></div>
<p><a href="http://images.google.com/images?q=violenza%20contro%20le%20donne">google&#8217;s gallery</a></p>
<p>Si ringrazia <strong><a href="http://www.maurobiani.splinder.com">Mauro Biani</a></strong> per il suo contributo a questo post.</p>
<p><em><strong><br />
“Donne, abbiate pietà degli uomini (se potete). Essi sono limitati. Ma non arrendetevi MAI!”</strong></em> by <a href="http://www.francescaferrara.net/2009/11/16/il-pensiero-della-notte/">Siskaceska</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.g-localchronicles.eu/2009/11/16/la-lotta-rosa-che-non-si-arresta-la-rosa-che-resiste-e-denuncia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
