di francesca ferrara

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Le false verità, gli inganni, le bugie che suonano come lame che trafiggono la fiducia. Quella tra due amici. Quella di coppia. Quella tra due amanti complici. È anche questa violenza alle e sulle donne. Una discriminazione che viaggia sulla lama sottile della morale personale e dell’onestà intellettuale e che può creare danni psicologici, anche molto grandi, in base alla rispettiva fragilità caratteriale.
La società odierna è più che mai complessa. Su quella italiana gravano ancora vecchi tabù non del tutto superati e una cultura cattolica strumentalizzata e al servizio dei poteri più forti.
Oggi non solo violenza sessuale ma anche altro, sostenuto delle volte e facilitato nella sua opera di persecuzione dalla meravigliosa realtà del “2.0” che però mantiene traccia e registra nella cache di Google ogni respiro virtuale. E allora come difendersi da qualche ammiratore troppo insistente o da un ex-partner che non si arrenda all’evidenza di una storia conclusa e di un cuore che non nutre più passione e trasporto per lui? Come difendersi da chi è ossessionato e che usa abilmente gli strumenti tecnologici irrompendo nella privacy di una persona?
Oggi tutto ciò va sotto il nome di stalking. Secondo l’Osservatorio nazionale dedicato alla problematica – l ‘80% sono di sesso femminile ed il sesso dei persecutori: circa il 70% sono di sesso maschile.
In Italia, il Ministero delle Pari Opportunità ha promosso delle campagne di informazione ad hoc sia contro la violenza “Io dico NO alla Violenza” , sia per ambiti più specifici come quella rivolta alle Donne e allo stalking. E, non in ultimo, non bisogna mai dimenticare il mobbing, i sequestri di persona e la pedofilia e che molte bambine e minorenni nel Belpaese ne sono vittime e tra le cui conseguenze non sono rari i casi in cui si registra lo sviluppo della Sindrome di Stoccolma, situazioni che possono trovare un piccolo riflesso nella prima parte de pensiero di Honorè De Balzac: «Quando le donne ci amano, ci perdonano tutto, persino i nostri crimini. Quando non ci amano, non danno credito a nulla, nemmeno alle nostre virtù».
In rete, con le giuste keywords si può navigare in un mare magnum di informazioni, commenti e siti a tema. Sullo Stalking c’è un post che può essere d’aiuto su Solleviamoci – e sulla pedofilia un punto di riferimento è Caramella Buona.
La violenza in sé è un atto che può manifestarsi sia con azioni dirette e focalizzate, sia con azioni indirette e trasversali. Basti pensare ai divorzi dolorosi, con ripercussioni oltre che economiche soprattutto psicologiche, specialmente se vi è figliolanza, o alle violenze mosse da credi e culti religiosi in talune etnie, come la mutilazione dei genitali o alle guerre civili. E ancora storie di donne che sono costrette ad abortire o, una volta partorito, a dare in adozione la propria creatura.
Tutto ciò è violenza.
È crudeltà. È l’aspetto malvagio della misera esistenza umana.
Oscar Wilde diceva: «Il fatto è che gli uomini non dovrebbero mai tentare di dettar legge alle donne. Non sanno mai come farlo e, quando lo fanno, dicono sempre cose particolarmente stupide».
E, invece, tante volte, all’interno dei rapporti amorosi, accade l’esatto contrario ed qui che per eccesso di dedizione al rapporto, spesso e volentieri si può entrare in un circolo vizioso psicologico di sottomissione. Oscar Wilde temeva che «tutte le donne apprezzano la crudeltà, la crudeltà pura, più di qualsiasi altra cosa. I loro istinti sono meravigliosamente primitivi. Le abbiamo emancipate, ma esse rimangono schiave sempre in cerca di un padrone. Amano essere dominate». E invece, no. Non è così! Le donne non amano essere trattate come cita il testo della canzone Teorema di Marco Ferrandini che analizza il gioco yo-yò della relazione di coppia. E né, tantomeno, l’uomo le ha emancipate ma tutto ciò che oggi possiede l’universo femminile è frutto della sua forza interiore, ideali, determinazione e dimostrazione di avere capacità di gestione sociale superiore a quella del sesso cosiddetto “forte”.
La donna nasce e viene educata, specialmente nel Belpaese, con dei valori dediti alla creazione e devozione della famiglia e del matrimonio e del sacrificio che è intrinseco nell’unione. Non mi sono estranee le storie di donne, amiche di famiglia, che hanno subito per anni le percosse dei loro mariti e non chiesto la separazione perché ricattate e minacciate di morte dagli stessi. Non mi sono estranee le storie di donne che per amore dei figli si sono sacrificate e sono rimaste accanto ad un compagno dimostratosi diverso rispetto a colui che pensavano di aver sposato: arrogante, cinico, disamorato, violento. E tantomeno le storie di amiche vittime di meccanismi d’amore viziosi: sottile violenza psicologica o di donne che per la paura di rimanere sole si accontentano del primo che le fa loro il filo sopportando prepotenze e soprusi.
“Incidenti di percorso” li chiama qualcuno, “capita alle migliore famiglie” commenta qualcun altro… E invece NO! La verità è che queste storie che tanto battono banco, a grandi titoli, sulle prime pagine dei mass media, non dovrebbero esistere ma la Storia di tutti i tempi e del Movimento femminile ci insegna e racconta ben altri sviluppi nel corso dei secoli, fino a giungere ad oggi, epoca di tempi moderni. Non si tratta di essere estreme femministe ma di rivendicare i propri diritti così come sosteneva Karl Kraus: «I diritti delle donne sono doveri degli uomini».
Sebbene la speranza sia l’ultima a morire, è una vergogna che ancora nel 2010 esistano comportamenti che vadano a ledere la dignità dell’essere umano.
Sul sito di Amnesty International si possono consultare i report e le campagne in corso sul tema e la sensibilizzazione che viene fatta anche in nome di chi è prigioniera di uno status psico-mentale tale da non riuscire a denunciare il proprio carnefice.
«Siamo qui per portare avanti la causa delle donne e per portare avanti la causa della democrazia, e rendere assolutamente chiaro che le due sono inseparabili. Non ci può essere vera democrazia fino a che le voci delle donne non saranno ascoltate». È il pensiero di Hillary Clinton che non si discosta da quello della più nota giornalista italiana Lilly Gruber: «Non smettete mai di combattere, perché appena girato l’angolo c’è qualcuno che cerca di neutralizzare le conquiste delle donne. Non date mai nulla per scontato. I diritti e la libertà si difendono giorno per giorno».
Queste parole suonano come il ritratto di una triste fotografia di tempi tanto evoluti dal punto di vista scientifico e tecnologico e ancora così lontanamente moderni ed emancipati tanto da sembrare ancora brutali e primitivi…
È il mio sentire. È il mio punto di vista. È il mio angolo di osservazione sulla quotidianità di tutti i giorni e sulle sempre accese tematiche di attualità che temo, e tremo al sol pensiero che, per loro natura, non tramonteranno mai perchè il “male”, così come lo conosciamo in tutte le sue manifestazioni, fa parte della natura umana; ma nel mio piccolo, sarò impegnata a sostenere qualsiasi forma di lotta contro manifestazioni disumane degli uomini, figli delle donne ma che, spesso e volentieri, vanno contro chi gli ha dato loro la vita e distruggono quella culla d’amore che ha generato il loro primo pulsare e respiro placentare e vagito di saluto al mondo.
Si ringrazia Mauro Biani per il suo contributo a questo post.
“Donne, abbiate pietà degli uomini (se potete). Essi sono limitati. Ma non arrendetevi MAI!” by Siskaceska












Grazie per aver aderito alla campagna che Donna Moderna ha organizzato insieme a Fondazione Pangea Onlus in occasione di una giornata così importante come il 25 novembre. Pangea si occupa da anni di riscatto economico e sociale e si batte in Italia e nei Paesi del sud del mondo, affinché i diritti e la dignità della donne siano rispettati. on i suoi progetti Pangea lavora per dare a tutte le donne opportunità concrete di riscatto economico e sociale, attraverso l’istruzione, l’educazione sanitaria e ai diritti umani e il microcredito. Questa campagna di sensibilizzazione va a sostegno di pangeaprogettoitalia, il progetto a favore delle donne che in Italia hanno subito violenza. E’ un progetto concreto che le lettrici del tuo blog potranno scoprire a questo link: http://www.pangeaonlus.org/main.php?liv1=progetti&liv2=in_corso&liv3=italia
Abbiamo anche attivato uno sportello antiviolenza online http://www.sportelloantiviolenza.org
Spero che il tuo blog voglia continuare a seguire il nostro lavoro a favore delle donne.
Un cordiale saluto
Fondazione Pangea Onlus