di francesca ferrara
Benchè, abbia già spiegato nei giorni scorsi, non creda che il SILENZIO sia la giusta arma per far comprendere al legislatore l’errore concettuale oltre che applicativo che commette scrivendo certi testi di legge, oggi è il 14 Luglio, giorno della protesta della rete e della blogosfera italiana contro il “bavaglio” che il DDL Alfano intenderebbe mettere al popolo della rete.
Per un giorno, tutti gli aderenti alla protesta dovrebbero non postare sul proprio blog. Due i filoni, forse tre, che sono attualmente in atto:
- chi sostiene che non bloggando per un giorno sia la giusta mossa per farsi ascoltare dal Governo
- chi sostiene che non serve a nulla perchè in Italia la blogosfera non ha il potere di influenzare e direzionare la politica
- chi sostiene che la petizione vada sottoscritta anche se non si è d’accordo con la giornata di silenzio e propone altro
Io, come ho già avuto modo di manifestare, ho sottoscritto la petizione ma ho i miei dubbi sull’efficacia dello strumento di protesta: il silenzio blogosferico. Spero di sbagliarmi e che l’impegno del collega Gilioli porti i risultati che si auspicano.
Intanto, tutto il buzz e il movimento messo su è lodevole. Oltre qualsiasi posizione di pensiero. E va sottolineato.
Per chi volesse aderire allo sciopero e volesse contribuire con la sua presenza, l’agenda di oggi è la seguente, così come da comunicato stampa:

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.
L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.
Hanno aderito all’iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.
Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).
Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.
Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.
Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino. dirittoallarete@gmail.com
Diritto alla Rete
Su Ning due documenti che testimoniano l’agitazione in atto
Trovi altre fotografie come questa su Diritto alla Rete
Dalla rete alla piazza il “Rumoroso silenzio” in Internet e sit in con bavaglio si terrà stasera
in piazza Navona a Roma (ore 19)
In Bocca al Lupo, Colleghi e Amici sperando che non si tratti solo di un argomento che le redazioni dei media usino per riempire le proprie pagine ma che vada oltre, su una lunghezza di pensiero moderna e coscienziosa di cosa sia la rete, di come vada trattata, tutelata e governata senza intaccare i diritti civili, di netiquette e costituzionalmente intrinsici del popolo che la abita.



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