Un convegno per fare il punto sull’innovazione e la digitalizzazione dei maggiori centri culturali contenitori di arte, storia, letteratura e cultura.
Musei e Biblioteche e le nuove metodologie di fare cultura in Italia.
Il 22 Gennaio a Firenze si è tenuto il convegno: “Essere stati è ancora una condizione per essere” frase di Fernand Braudel che da il titolo all’incontro e che evidenzia la necessità di riflessione tra i rapporti che intercorrono fra memoria, presente e futuro con particolare riferimento alle grandi istituzioni culturali – archivi, biblioteche e musei.
Il convegno in livestreaming registrato su InToscana, qui:
Come è cambiato con il web2.0 il dialogo tra le grandi aziende e i consumatori?
Come si relazionano le piccole medie imprese con i consumatori?
Quale metamorfosi nella dialettica tra i due attori economici e sociali?
Stakeholders del panorama italiano sono intervenuti a questo tavolo di lavori per confrontarsi sulle dinamiche socio-cognitive della dialettica tra produttore e consumatore finale, tra input e output e utente non più semplice acquirente di un bene prodotto ma bensì “prosumer”: un consumatore che grazie agli strumenti del web2.0 può dialogare più fluidamente con le aziende (indipendentemente dalla loro dimensione sul territorio) suggerendo anche idee e progetti partecipando ad un concorso di idee collettive per un benessere e una customer care finale soddisfacente.
Qualcosa si muove, o meglio, si sta muovendo non solo sullo scenario internazionale ma anche sul panorama italiano della digitalizzazione. Se ne è parlato in workshop sporadici dedicati alla presentazione di un nuovo prodotto sul mercato. Se ne è parlato alla fiera del libro di Roma, Più Libri Più Liberi. Se ne è parlato pochi giorni fa nei locali della sede milanese di Apogeo. Stiamo assistendo al cambiamento progressivo, più lento in Italia che altrove, degli scenari culturali e dei confini materiali e fissi.
La Cultura da sempre “mobile” oggi lo è ancora di più con un processo di digitalizzazione volto all’economia di scala: massimo risultato con minimo sforzo che si può tradurre nella seguente equazione quantità maggiore di volumi a peso zero contenuti in soli 400-500grammi circa di device.
E’ la nuova frontiera dell’ e-book prima confinato (gratis o a pagamento) al download del .pdf sul proprio computer e ad una lettura a monitor e oggi invece caratterizzato più che mai dal concetto di “mobilità” e portabilità”. Ovunque. Si viaggi o meno. Da carta virtuale a carta virtuale e mobile. Cultura in tasca e/o in borsa (a seconda delle dimensioni del lettore).
Quasi tutti i giorni, negli ultimi tempi, non suona ameno sentire pronunciare la parola Kindle, il lettore per e-book di Amazon che non deficita di avere un sito tutto suo in italiano. Il Kindle, però non è l’unico modello di e-Reader presente sul mercato. Ce ne sono vari come loSkiff,BeBook, Sony e iRex. In arrivo anche il Nook. Altri modelli sono confrontabili suWiki Mobile Read.
Cento sono i paesi come comunica WebNews dove l’e-reader di Amazon è commercializzato ma quali contenuti? I contenuti variano dai libri ai quotidiani ma non vi è la stessa disponibilità di offerta in tutti i paesi. Non ancora almeno. Ogni piattaforma proprietaria offre la sua.
Si assiste in questi giorni alla realizzazione di una scommessa iniziata qualche tempo fa ma in cui pochi credevano e hanno puntato. Oggi è una realtà in espansione che non manca di avere la sua offerta per gli appassionati di iPhone. Gli affezionati alla “mela” italiani potranno monitorare le novità non solo sull’Apple Store ma anche su sito di iPhoneItalia.
Quello dell’ e-Book è un viaggio iniziato lo scorso decennio e che sta progredendo verso le librerie digitali e mobili: senza vincoli e legami (fisici e di connessione) al pc di casa o al portatile e netbook. E’ un viaggio che ha ancora confini da superare come barriere di entrata nel mercato (su larga scala mondiale) e di concorrenza ma sono sentieri digitali che porteranno un contributo al processo di modernizzazione e di innovazione del trasporto della Cultura che ha ancora tante sorprese da mostrare, così come cita la copertina del NewsWeek: “Books Aren’t Dead – They’re Just Going Digital”.
Su Mogulus l’incontro tenutosi qualche giorno fa in casa Apogeo, prezioso contributo al dibattito in corso sull’evoluzione del mercato librario.
A questa domanda risponde Gianluca Dettori, Chairman di dPixel con un’iniziativa social: formazione in aula e a distanza.
Nasce STARTUP MASTER il corso di startup design in collaborazione con le Università. E’ indirizzato a tutti coloro che vogliano fare uno spin-off universitario o aggregarsi a un team imprenditoriale, che intendano fare una start-up o sviluppare il proprio progetto nell’ambito della creatività e dell’innovazione. Le lezioni inizieranno nella primavera 2010.
Una bella operazione di formazione sul campo volta ad essere un incoraggiamento ai giovani aspiranti imprenditori, formandoli già dal ventre delle Università quasi come trampolino di lancio per il mondo del lavoro, sostenendo i talenti italiani sensibili alle tematiche tecnologiche e dell’innovazione.
Per saperne di più ci si può iscrivere al gruppo su Facebook oppure visitare il sito.
Questo video postato da Bloguerrilla è un video esplicito e molto significativo che in chiave umoristica e divertente contribuisce alla campagna di informazione e prevenzione contro l’Aids.
Un minuto e trentotto secondi che fanno pensare ad una parola “accessibilità”.
Accessibilità nel senso di “fattibilità” dei rapporti interpersonali intimi.
La Donna (rappresentata dal disegno del suo organo sessuale) non scappa alla vista dell’Uomo (rappresentato dal disegno del suo fallo) perché non abbia voglia di interfacciarsi ma perché ha timore di ammalarsi. E non c’è bisogno di pensare al caso estremo del virus HIV ma basti pensare alle tediosissime e fastidiosissime infezioni contratte da malattie veneree.
L’atteggiamento della Donna (vagina), e non solo della singola, cambia quando l’Uomo (pene-cartoon) incontra una fornitrice, in carne ed ossa, di preservativi. La ragazza, alle prese con il make-up, in un bagno pubblico, gliene regala uno disegnandolo.
A quel punto non ci sarà più scampo per l’Uomo/pene-cartoon perché divenuto attraente, accessibile, fattibile. Adesso il rapporto carnale può essere consumato. Adesso i sensi, possono lasciarsi andare al viaggio del piacere della carne.
Un video, un messaggio chiaro, una chiave di lettura che fa sorridere, un invito a volersi bene, amarsi di più, proteggendosi dal correre inutili rischi, prima di amare il prossimo, con il cuore e con la carne.
Un buon esempio di creatività in campo di temi sociali e prevenzione con effetto benefico per i produttori di condom.
Un video che può essere tranquillamente utilizzato nelle scuole superiori per fare informazione ed educazione sessuale.
Analizzare la pubblicità al microscopio è la missione di SpotAnatomy, il sito ad opera di Communica Group Network nato per rispondere ad una più richiesta più esigente di analisi degli spot pubblicitari.
“La pubblicità vista al microscopio” non si tratta solo di uno slogan ma è il manifesto di una vision e del movente che ha fatto scattare la nascita di questo altro blog che va ad arrichire il già ampio ventaglio del network del gruppo.
Due le sezioni di questa terza edizione:Dis-gusto Nazionale, dedicata alle brutture mandate on air in tutto il Paese e Dis-gusto Locale, dedicata a quelle a carattere comunale/provinciale/regionale o comunque territorialmente limitate.
Le regole del gioco sono semplici prevedono l’espressione di due preferenze lasciando un commento con il numero corrispondente alla campagna secondo voi peggiore del gruppo e la motivazione.
Si parte con gli spot giunti in finale per la categoria Dis-gusto Nazionale.
Non resta che partecipare e scommettere sul “peggiore” vincitore.
All’ordine del giorno le domande che fanno da tema per tavole rotonde tra esperti di settore sono:
“Dove sta andando l’informazione?”
“Come è cambiato il giornalismo nell’ultimo decennio?”
“Internet ha apportato un valore aggiunto all’informazione?”
“Informazione libera: questa sconosciuta”
Meno frequenti, per non dire quasi assenti, gli incontri ed i convegni sulle modalità dell’attività giornalistica, sulla sua attuazione e sul suo backstage.
A porre rimedio a questa mancanza è Andrea Cairola, già regista di ‘Citizen Berlusconi’, che a partire da Martedì 12 Gennaio alle ore 23 sul Canale 130 di Skycondurrà uno Speciale Vanguard Italia Tech sul backstage dell’attività giornalistica, in particolar modo, sul giornalismo d’investigazione e di inchiesta. Intercettazioni Telefoniche, Telecamere Nascoste, Internet & Giornalismo, sono i tre temi che verranno affrontati nelle tre puntate dedicate all’edizione speciale di Vanguard Italia.
Infatti, lo Speciale sul Giornalismo d’Inchiesta Indipendente è stato realizzato in collaborazione con l’A.G.I. (Associazione Giornalismo Investigativo). Tra gli allievi del Master in Giornalismo Investigativo e Analisi delle Fonti Documentarie che vi hanno partecipato: Alessandro Anania, Francesca Ferrara, Francesco Giurato, Andrea Solieri ed Eleonora Viola sotto la guida di Giuseppe Petitto, documentarista e docente A.G.I. e co-autore di ‘Jung (Guerra) nella terra dei Mujaheddin’, premiato all’ultima edizione dell’International Documentary Festival di Amsterdam.
«Abbiamo cercato di scoprire cosa c’è dietro il lavoro dei reporter investigativi. Abbiamo approfondito tecniche, difficoltà, segreti del mestiere, dubbi e rischi del giornalista d’inchiesta che oggi si deve misurare con le trovate hi-tech offerte dalla Rete, dai sistemi di comunicazione e dalle nuove tecnologie» spiega il conduttore di tre speciali dedicati.
Contributi e punti di vista sul tema anche da parte di Loretta Napoleoni, Riccardo Iacona, Maurizio Torrealta, Gianni Barbacetto oltre ad altre note firme dell’informazione italiana che, con il loro impegno e sforzo di investigazione, hanno portato alla luce clamorosi fatti e notizie spesso taciute dalle fonti ufficiali.
“Inchieste e telefonini un’arma a doppio taglio”. Questo è l’argomento della prima puntata. Oggetto di discussione sottoposto al parere di Carlo Bonini, il giornalista de La Repubblica che con un’inchiesta ha rivelato l’esistenza di una centrale di intercettazione non autorizzata, coordinata dal capo della sicurezza Telecom, salvo poi scoprire che il suo stesso telefono era sotto controllo e Gianni Barbacetto, autore del libro Se Telefonando – Le intercettazioni che non leggerete mai più.
E se ne valga la pena fare il giornalista d’inchiesta, sul tema anche il volto più noto e popolare di settore di Rai Tre. L’autrice di Report non ha dubbi in merito: «Il mestiere del giornalista d’inchiesta è il più bello del mondo» afferma Milena Gabanelli e spiega: «Ho per questo lavoro una partecipazione complessiva perchè ti porta a contatto con situtazioni e realtà che mai potresti immaginare nella vita e scoprire i retroscena che guidano la tua quotidianità».
Un salto oltralpe Cairola lo fa visitando la redazione parigina del Canard Enchainè, storico giornale satirico d’inchiesta che da quasi un secolo mette a nudo i potenti con ironia, per poi intervistare il giornalista russo Andrej Soldatov che ha lavorato con Anna Politovskaya ed il segretario generale di Reporters Sans Frontieres, Jean Francois Julliard.
L’appuntamento con i retroscena del giornalismo d’inchiesta è per il mese di gennaio ogni martedì sera alle ore 23 su Current Italia, Canale 130 Sky.
Chi è la Macchina Perfetta?
Di quale struttura robotica si parla?
Quale il microchip che la rende tale?
Queste e tante altre potrebbero essere le domande da porsi dinanzi al titolo “La Macchina Perfetta” ma come spiega Enrico Scognamillo, padre fondatore di Meemi, «La macchina perfetta siamo noi. É l’uomo»
Su questo concetto, insieme a Salvatore Tomasiello di NonConvenzionale, con cui hanno realizzato anche Meemi NC, una community verticale che usa il cuore e la forza di Meemi, totalmente incentrata su un unico argomento il “Non Convenzionale”, ad Aversa, il 27 Dicembre si è tenuto il primo Flash Mob targato Meemi.
Già il trailer e il teaser lanciati ad inizio mese su You Tube, lasciavano intuire che qualcosa sarebbe accaduto in quel di Aversa. E così, poi, si è verificato. Cinque minuti di divertimento istantaneo, en plein air, aggregativo e virale.
Scognamillo promette altre date. La prossima a Milano. Non resta che aspettare il prossimo “ok” e il prossimo “ciak si gira in flashmob“.
Nell’attesa, in rete, vi è un angolo tutto dedicato all’evento.